sabato, ottobre 11, 2008

 

[[*Stirpe di Salewick*]] Di una nuova Erede.

Valico Ghiacciato, Campo Salewick,
lì 28, del 6° Mese, del corrente Anno.




Keima Vobis, Popolo!

Il Cielo del Valico era sovrastato da una fitta e densa coltre di nuvole, forse prossime alla Tempesta a noi tanto cara, quando, impegnato a vergare noiosissime scartoffie, decisi di uscire dalla mia Tenda per ammirare l’innevato paesaggio, per molti detto anche Freddo, ma non per noi, non per noi Fate, creature di Pura Energia. Ci siamo insediati qui oramai da un po di tempo, e forse la cosa vi stupirà, ma il Calore, metaforicamente parlando, che questo luogo ci conferisce, supera ogni aspettativa.

La Stirpe di Salewick ha scelto bene.
Lampo, Pioggia e Tuono sono i tre elementi che generano Tempesta.

E oggi una Fata si è presentata al Campo, una Fata che ha già intrattenuto rapporti con la nostra Stirpe, che ha già dimostrato una particolare attenzione. Una Fata che ottenne le sue Sembianze Eteriche con una goccia di pioggia, un fulmine, e un raggio di sole che si insinuava tra le nubi temporalesche che si addensavano nel cielo. Coloro che conoscono la Genesi della nostra Stirpe, sanno bene che una Fata generata da tale evento naturale non può che essere una Salewick!

E’ per questo che io, Lord Clement Von Arlequin, Kheléx della Stirpe di Salewick, con i poteri conferitomi dalla nostra Helcyr, do il benvenuto a Lady Miscka MacSanderlax nella nostra Famiglia, nominandola Erede del Dono.

Possa Madre Tempesta affiancarla e guidarla in questo percorso.

Così è deciso.



Clement Von Arlequin della Foresta
Quercia della Combutta del Piccolo Popolo
[[*Kheléx della Stirpe di Salewick*]]


Le Salewick hanno vergato queste parole alle 16:58


 


sabato, ottobre 04, 2008

[[*Stirpe di Salewick*]] Il senso del Possesso
E` questo il tempo delle soddisfazioni per la gloriosa Stirpe di Salewick.

Dopo aver ottenuto un adeguato territorio ove far crescere in Tempesta il Nostro temperamento, questa sera abbiamo ottenuto altro importante risultato: i Deinos ci sono stati consegnati.

S`era alla masseria, più precisamente nella fucina, Caprice, Blumarina ed Io.

Circondate da demoni nervosi, elfi riottosi e eccessivo calore; Roe, che ha forgiato il metallo, è colui al quale va il Nostro ringraziamento -seppur un dono, ovviamente, non sia stato- per l`accoglienza e lo splendido lavoro.

Or M`attendo che di questa Lama tutti siano degni e orgogliosi.


Sia Tempesta, sempre.



ShinyLight [[**]]
Kheléx di Salewick
Precettrice di Stirpe



www.masseriafabbri.altervista.org/CLAN/StirpeSalewick/Deinos.htm

Le Salewick hanno vergato queste parole alle 14:21


 


 

[[*Stirpe di Salewick*]] ancora ospiti


Anno XI - Mese 6° - Giorno 25°


Sia keima
Sono passate poche notti dall’insediamento al Valico e già questo par mostrarsi con toni più eleganti e nobili.

Le nuvole nere ci fanno compagnia e le notti senza luna allietano il nostro sguardo nelle sere gelide.

Dopo il primo nano..ecco il secondo

Conversava con la nostra Major, che presa dalla sua primordiale curiosità volea agguantar per se un ciuffo di quella barba che li caratterizza, meno male che l’ambigua posizione è stata celermente mutata dall’inchino del Burocrate, che in questa occasione è risultato ai nostri occhi affabile e squisitamente educato.

Ma non di questo voglio narrarvi

Poiché un’insolita presenza ora dimora nella tenda dell’inquisitore –quella tenda- reputata per via della manodopera, la più robusta e idonea.

Ricevetti nel pomeriggio una missiva dal Sindaco degli Hobbit, Signore Pumba. Toni ambigui, parole lasciate a metà, espressioni di incertezza, sul futuro,sul suo futuro.

Ed eccolo giungere, armato di coperte, a reclamare la sua cena.
Ma ben altro volea sfamare, quell’hobbit che spinto da qualcosa, ha condotto i suoi grandi piedi nei ghiacci perenni.
Tra starnuti e un velato malcontento ha chiesto asilo, in un campo precario, un campo di amici.

Egli dunque è tra noi, come un tempo lontano, a riposar le membra e schiarire i pensieri tra la luce dei lampi.


Questa mia a rassicurare un popolo che sicuramente ora si affanna di domande, domande alle quali invero non oso rispondere, non è mia cura. Ma affermo di certo che egli starà bene, tra noi, per ora e per quanto lo desideri.


Caprice
Signora di Tempesta
Helcyr di Salewick
[[**]]


Una civetta bianca sorvolando il loco, lascia cadere nelle vicinanze una pergamena arrotolata nella speranza che qualcuno la apra, legga, ed affigga sotto ai messaggi già riportati.



Anno XI - Mese 6° - Giorno 26°

... L`aria del valico è davvero pungente. Ti sveglia di primo mattino e ti solletica e prude il naso invitandoti a starnutire alla grande. Ma qunado poi quel naso lo si porta, pieni di curiosità a sbirciare dalla tenda tutto cambia.
E` bello: la luce tenue del sole par amplificarsi tutt0intorno ed i colori cerulei e pesca pallida mostrano uno spettacolo incredibile che si riflette sul guhiaccio circostante.
E così ti prende l`ispirazione e cominci a scrivere e mentre intingi il pennino nell`inchiostro nero delle fate, par che la mano vada da sola, traendo i pensieri più reconditi e trasferendoli con la mia mia grafia elegantemente panciuta.
Questo messaggio va a chi mi conosce, ai miei amici collinari ed a tutti coloro che voglion delle risposte.
Sto bene, ho bisogno di una pausa e me la son concessa senza tante storie.
Certo, qualcuno dirà: ma te eri sindaco: un clan intero contava su di te, hai fatto un giuramento solenne.
E` vero, e qualcuno mi chiami pure codardo, lo accetto e non gliene faccio una pena, ma....
Ma io ho giurato di portare avanti un clan e non di esser il capoclan di me stesso.
LA collina, ahimè, e mi duole dirlo, non è più il luogo spettacolare che porto nel cuore.
O perlomeno nn la vedo più in quest`ottica.
Certo, certo mi prendo tutte le mie responsabilità:
ma credo di aver fatto tutto quello ch eera in mio potere, e forse qualcosa di piu.
Spero che mi si ricordi come il capoclan dell`erbapipa,delle sperimentazioni, dei cantieri navali (sebbene, nonotante tutto, noi hobbit si soffra il mal di mare!).
Spero mi si ricordi come il Sindaco dell`onestà e della fratellanza, della franchezza e dell`umiltà.
Le Salewich sono mie eterne amciche. Ho deciso di dar loro una mano or che ne hanno bisogno.
Per chi mi cercasse, per ora sono qui!

Per la prima volta dopo tempo, Benèsedar a Voi che leggete, ma che sia Tundaglar, ossia Gloria alla Collina, sempre.


PUMBA
Signore di Lot
Piedone ghiacciato.
[[**]]


Le Salewick hanno vergato queste parole alle 14:08


 


giovedì, ottobre 02, 2008

 

[[*Stirpe di Salewick*]] di tende e di barbe…


Anno XI - Mese 6° - Giorno 23°

Come sempre la signorina sottoscritta giunge in ritardo…e di questo conferisco tutta la colpa a chi mi ha lasciato indietro con la scusa di custodire la stamberga e i suoi averi, nel tumulto del”trasloco”…

Oggi ho provato, tentato, si insomma limitatamente alle conoscenze già possedute in ambito di Tende e Accampamenti (ovvero nessuna), di piantare la mia “sala delle inquisizioni” al valico ghiacciato…

Ho trovato la nostra Major,Blumarina, che passeggiava beatamente e con il mio famosissimo buon umore le ho chiesto di unirsi a me, visto che la succitata fata, vantava conoscenze ben precise in merito…

E mi sono ritrovata dopo giri di clessidra con una Major “imboscata” nella sua tenda, una tenda smontata e un nano…(lui dice che è un nobile) tozzo tozzo, pardon lui dice: “ben piazzato”, che sotto la sua burbera figura..ohibò mi ha aiutata. E non solo…

Ha ascoltato con “discrezione”e “vivo interesse” ciò che gli ho raccontato delle fate di Tempesta, e nello specifico richiesto informazioni in merito alle torture che possiamo inferire. Non vi dirò il nome poiché so creerebbe in lui un certo imbarazzo -non lo dico poiché lo ignoro- ma posso assicurarvi che ho rimediato una bellissima tenda, e tante nuove imprecazioni da utilizzare nei momenti opportuni.
Orcomondo
Porco troll

Carini e “ben piazzati” i nostri vicini…quasi mi fanno tenerezza…e tutt’altro che… barba!

Luxure
Inquisitore di Salewick
[[**]]



così scrisse il capo dei nani...

Il Valico Ghiacciato è un luogo inospitale.
Non solo la neve ed il ghiaccio, non solo la mancanza di vegetazione, non solo le valanghe, ma anche i continui scontri d`armi.
Un luogo largo non più di trenta passi e circondato da picchi.
Un luogo che ha visto morire centinaia di armati in una sola notte, quando i fedeli di Themis e di Simeth si scontrarono e la Montagna si riversò su di loro.
Un luogo che in caso di invasione è stato predisposto per crollare, seppellendo tutto e tutti.

Questo è il luogo in cui siete giunte.

Kanedar Dyadain
Danigriv di Casa di Ferro
Thane Daydain

Le Salewick hanno vergato queste parole alle 12:11


 


 

[Stirpe di SALEWICK] Ali di Tempesta


Ieri sera al nuovo Campo delle Salewick, al Valico Ghiacciato, la natura ha assistito al prodigio della Tempesta.

Dapprima fu la Pioggia che come un manto coprì le gelate pendici innevate, in una cascata di spilli pungenti, poi venne il Lampo che rischiarò il cielo notturno in un mesto bagliore vigoroso, ed infine giunse anche il Tuono, fragoroso ed echeggiante decantò con un ringhio la sua genitrice: Tempesta.

E così che l’Helecyr CAPRICE, insieme ai membri di Salewick CLEMENT, BLUMARINA, SHINYLIGHT, NOCTURNO e SKYFLY, tentarono tramite l’aiuto della Tempesta e la loro energia, ad infondere nuova vita a PITONE, me medesimo, che ero privo di ali.

Tanta la fatica, grande la maestria, potente il potere che è influito nelle gloriose e caotiche Fate per riuscire nell’intento, ma tutto è stato ripagato con un esito positivo. Le ali sono ricresciute, ed ora bisogna solo scoprire come reagiscono alla loro nuova vita.

Questa è la testimonianza del potere di cui sono dotate le figlie della Tempesta, ed ora queste stesse si radunano al Valico Ghiacciato per cullare quel posto dimenticato e freddo in una melodia atroce e soave: Pioggia, Lampo e Tuono.

"Varcate quel luogo sacro e ancestrale con rispetto."

Pitone il Melanconico Sfortunato
Erede del Dono
Stirpe di Salewick

[[**]]

Le Salewick hanno vergato queste parole alle 12:08


 


venerdì, settembre 26, 2008

 

[[*Stirpe di Salewick*]] Incontro col Governatore Losindil.

Le Fate Discendenti di Tempesta vi porgono i loro Saluti, Popolo.

E’ con grande orgoglio che vi annuncio dell’incontro avvenuto, circa tre o quattro giri di Clessidra dopo l’Apice massimo del Sole, tra l’Helcyr Caprice e il Governatore Losindil, al Castrum della Legio Victrix. Incontro che ha generato la stipulazione di un trattato molto prestigioso.

Il trattato prevede la concessione nobiliare della zona nota come Valico Ghiacciato. Luogo che le Discendenti di Tempesta non tarderanno ad occupare inizialmente con l’allestimento di un Campo capace di ospitare le già citate Fate; l’accordo fatto prevede che il luogo sia gestito con ordine e rispetto, e che la già citata Autorità Nobiliare disponga dei servizi che la Stirpe Fatata sarà in grado di offrirgli.

D’ora in avanti, la Stirpe di Salewick giura obbedienza all’Augusto Conte Erik.

La Stamberga Urlante sorgerà presto nei Ghiacci Eterni delle Nuove Terre.
Ed Eterne saranno le creature che l’abiteranno.



Sia Keima, Cittadini del GranDucato.




Clement Von Arlequin della Foresta
Qercia della Combutta del Piccolo Popolo
[[*Kheléx della Stirpe di Salewick*]]

Le Salewick hanno vergato queste parole alle 18:35


 


martedì, settembre 16, 2008

[Accademia delle Razze & Stirpe di Salewick ] Di pugnali e d`erba pipa, ovvero: quando si cerca la difesa ed invece si trova l`offesa

Si lo so, non indosso più la toga da Revisore, ma non ho voluto rinunciare a seguire i miei clan, certa di fare loro cosa gradita (almeno così affermano).

Nella giornata di ieri mi recai alla stamberga delle Salewick , avrebbero dovuto consegnare preziosi pugnali alle fate, la Masseria mi pare.

Arrivai, puntualissima, e trovai Caprice , Blumarina , Nocturno, Clement nella sala grande.

Da cinque minuti era passata l`ora dell`appuntamento e già fremevano le deliziose narici di Caprice, dopo dieci non riusciva a stare ferma sulla sedia, dopo 15 voleva convocare il Gran Consiglio per decidere se punire la masserina in ritardo chiedendo uno sconto oppure facendole qualche diavoleria (o dovrei dire fateria?) .

Io cercavo di distrarre l`Helcyr portando il discorso su Nocturno che voleva mostrare la propria virilità alle presenti (o era il contrario? le presenti volevano che egli mostrasse la sua virilità?), quando fummo interrotti dall`arrivo di due graditi ospiti, Pumba, sindaco degli Hobbit della Collina che producono la famosa Erbapipa e Beggins .

Il Sindaco portò a Caprice un dono, una saponetta profumata ma l`interesse di tutti fu preso dal fumo e dall`odore acre che gli hobbit portavano con sè.

Tabacco fra i migliori, disse Clement.

Subito incuriosita chiesi al fatino se l`avesse provato e che effetti aveva avuto su di lui quell`erba di cui tanto si favoleggia.

Disse che aveva provato altri tabacchi e non l`erbapipa nello specifico poichè sapeva essere erba dalle particolari doti e aspettava i risultati dei miei colleghi sperimentatori per poterla "fumare" con tranquillità, così come Nocturno

Maschi!!!

Invece le due fate, Caprice e Blumarina si offrirono come cavie e non vollero sentire ragioni: Volevano provare l`erba

Io cercai di dissuaderle, cercai con tutti i modi di cui sono capace, paventai loro la possibilità dell`ade, ma nulla le dissuase!

Dapprima l`Helcyr cercò di aspirare il tabacco, ma non vi riusciva, per ovvi motivi costituzionali, ed allora ebbe PUMBA un`illuminazione: avrebbe egli stesso aspirato il tabacco e poi lo avrebbe soffiato, in una sorta di respirazione "bocca a bocca" alle due fate-cavie, avviluppandole presto in una nuvola di fumo, che le prese completamente, dentro e fuori, piccine come erano.

Così fece, prima con Caprice e poi con Blumarina.

Vedere per Credere!

Han cominciato a gonfiarsi le fate, gli occhi come palle, il collo che pareva quello di un toro, levitavano per aria senza battere le ali e parlavano come se costasse loro fatica, una parola era lunga quanto dieci ma tutto in un clima di assoluta tranquillità. Infatti la loro espressione era di beatitudine.
Non è che il cambiamento sia durato tanto, sparito il fumo, che ho visto uscire a sbuffi da narici occhi e orecchie delle fate, mentre queste tornavano alla normalità han continuato a permanere in una totale calma, forse un po` intontite e debilitate dall`evento innaturale ma... parlavano di una grande festa a base di erbapipa, aperta a tutti: amici e nemici. (vaneggiamenti??? forse, considerata la tempra di costoro che ben conosco)

Che dire?
Ho suggerito ai due fati presenti, prima di lasciare la stamberga, di chiedere a PUMBA un bel po` d`erba da usare quando l`Helcyr comincia a perdere le staffe.

Solo dopo essere andata via ho pensato che avrei potuto chiedere qualche piantina per me, hai visto mai che abbia lo stesso effetto sugli ELFI?




Ecuba
Mentore dell`Accademia delle Razze

Le Salewick hanno vergato queste parole alle 18:29


 


venerdì, agosto 29, 2008

[ Bardi di Lot | Stirpe di Salewick ] Nera Tempesta.


Il raggiungimento – o il ritrovamento – della propria Salvezza è sempre ambito dalle anime erranti che spezzano la loro torbida essenza a venerare la loro Dama irraggiungibile.

Un’attrazione compulsa mi chiama ora al Furore di Natura, un’ancestrale eco d’un passato ormai perduto.
Così, infine, ho modo di unire nuovamente il mio cammino a quello di Salewick, che già ebbe il mi’ core malato ad imputridire le sue stanze, dopo rivelatori incontri con il Kheléx Clement e la Major Blumarina. Un tardivo ritorno, che s’è fatto lungamente attendere, soppesato con turbamento in cheste cogitabonde serate estive.
Percorro ancora il procelloso sentiero che conduce alla turbolenta Dimora, pronta a chinare il capo dinanzi alla Stirpe.

-

Il mio verbo e la mia penna or anche al servizio di Madre Tempesta, Signora di Notte e Tuono.
Ch’Ea possa accogliere la figlia caduta.

-


Solcato lo viso
Pianto `sì inviso.

Dolore o speranza
Mia agra mattanza.

Lampo è già tuono
Amato frastuono.



E’ fin de’ tintinnii gemebondi
Nube scura sorge, nenia ferale
Termine ai vani lucori infecondi
Tempesta giunge, ‘sì lesta assale.

Precipita’n carminea oscurità
Timori antichi celati ne l’alme
Fremiti squarciano l’aere, alacrità!
A Vita soggiaccion vermiglie salme.

De’ Elementi è inquieta Signora
Sin’ordine, di Caos la regina
Lei, completa, ch’ogni speme divora.

Catastrofica laude, lacrimosa
Beltade atavica, ostile rovina!
Orsù, prostrati: Ea è permalosa.



Son nata, son morta
Malata e risorta.



-


Amnesia de Lys d`Ivoire.
Barda delle Terre Esterne; Maledetta.
Erede del Dono di Salewick

Le Salewick hanno vergato queste parole alle 09:45


 


[[*Stirpe di Salewick*]] Profusione di Energia
Tanto è l`onore d`essere Fata quanta è la dedizione e la cura che all`Essere serve.

Non ostante tutto, Mi corre l`onere di testimoniare quanto stia succedendo in Stamberga.

L`Erede del Dono Pitone, a seguito di increscioso fatto, è stato privato quasi totalmente delle Sue proprie ali.

Disperiamo di riuscire a mantenerlo fra Noi in forma eterea vista la copiosa perdita di energia a seguito della grave ferita, ma certo non risparmiamo forze affinché Pitone possa tornare a splendere -cupo- in Tempesta.

Tutto ciò, inevitabilmente, comporta un notevole dispendio di Energia anche in Noi che di Lui Ci prendiamo cura e per questo motivo la spossatezza ora pare far da padrona nel Nostro già esile fisico.


In Tempesta facciamo affidamento, sempre.


ShinyLight [[**]]
Kheléx di Salewick
Precettrice di Stirpe





Le Salewick hanno vergato queste parole alle 09:43


 


[[*Stirpe di Salewick*]] proposta indecente

Anno XI - Mese 5° - Giorno 2°

Chi ha posato le proprie labbra su rubinei e polposi frutti
Chi ha lasciato scorrere le proprie dita su frammenti di seta
Chi ha rivolto al cielo piovoso le proprie gote lasciandosi picchiettare da stille di vita
Chi ha veduto realizzare i propri intenti, o soccombere i propri nemici
Chi ha lasciato le proprie membra sprofondar nel vento, incurante di correnti
Chi ha scorto nello sguardo altrui pezzi di sè

Solo costoro potrebbero capire
l`eccitazione e l`orgoglio con cui concedo questa carica

Kheléx

Mio caro Clement, sapete bene quanto ho atteso, e far finta di ponderare, la vostra proposta di un ripristino di ruoli, non è mai stato così difficile.

Certa, assolutamente, che tali posizioni debbano decratarsi chiudendo lo sguardo e lasciandosi carezzare dalla sensazione di più completa fiducia.

E dunque sia!


Possa narrar Salewick del suo nuovo Kheléx e delle sue braccia, strettamente connesse al Pensiero di Tempesta.


Caprice
Helcyr di Salewick
Signora di Tempesta
[[**]]





Le Salewick hanno vergato queste parole alle 09:40


 

†TeMpEsTa†
[[*guardie del corpo poco comprese*]]
[[*UN Giorno alle caverne di lady Dijibril*]]
[[*L'ironia del guercio*]]
Alehandro [[*Una Notte Taciturna*]]
Caprice [[*Fluide Inquietanti Movenze*]]
Zen et Trued [[*Ventiquattresimo Rintocco*]]
Lilith [[*Premonizioni Minate*]]
Fantasia [[*Di un Infame Abuso*]]
SILeKA [[*Di Pavimenti Imporovvisamente Scivolosi*]]
Hameliee [[*Gli Occhi del Fuoco*]]
Baccadorr [[*Di una Mattinata "Ombrosa"*]]
Daelril [[*Nube Ronzante*]]
Katluna [[*Cascata di Cristallo*]]
Alyson [[*I Tendaggi che Cadono da Soli*]]
Alukard [[*Caldi Sussurri Nei Gelidi Venti*]]
Arkadys [[*Nell'Ora più Scura*]]
Aliseys [[*Contro Vetri Incrinati*]]

//odio//
...

//noi//
Notte impetuosa
Ricca di tempesta
Flessuosi corpi iniziano a danzare
Evanescenti e liberi avvolti di riflessi
Il bosco ormai risplende cornice del cerchio
Allo sguardo della luna che piano si ritira
Nenie antiche dalle voci, misteriose
sogni dell’istante, arditi languori
Preparati eterno balliamo e piangiamo
Altezzoso lo sguardo, il ritmo, sfrenato
erudite impartiamo silenzio e, pazzia
segreti di morte di desiderio
La voce tuonante di brezza ...sottile
Mima l’incombere della tempesta
ti avvolge… ti attrae… ti appaga
e ti inebria
Ascoltala muto e non respirare
poiché la tempesta ti insegna
a volare

//avete detto//


Ti scivolo dentro
notte mia,
sto facendoti vibrare senza posa
alla stregua di un`idea
che corre libera.
Ogni gesto dentro di te
o fuori di te,
è solo un attenderti.
Bacerei quelle labbra morbide
se ne avessi modo,
le prenderei tra le mie.
Un bacio che saprebbe
di limone e arancio,
un`estate che si
concede in una scheggia
di tempo.
Mi scivoli intorno
notte mia,
e io ti amo.

Colui che canta nenie e litanie alla Pioggia
[[**]]
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